Italia Oggi

Titolo curioso, divertente e ironico, per raccontare la prima volta dei ragazzi durante l’adolescenza. Monique Pistolato, francese di nascita ma italiana di formazione e di scrittura, esce per la prima volta in volume dopo un lungo apprendistato su riviste e concorsi che ne hanno segnalato la qualità di narratrice. Cinque racconti, con un’introduzione di Lidia Menapace e una postfazione di Francesco Berto e Paola Scalari, intitolata «Il valore della vita erotica». Chiude una lunga quanto intelligente bibliografia sull’argomento. Quello di accostare cinque racconti d’autore al saggio o calamitati da un tema così complesso o pruriginoso come quello della prima volta, che lascia sempre e comunque un segno, non è una novità editoriale. Resta comunque una bella idea per approcciare narrativamente un tema su cui discutere e lavorare. Ma con questo non si vuole mettere la narrazione in secondo piano. Tutt’altro. Monique Pistolato è una scrittrice che esce per la prima volta in volume con una serie di racconti di qualità. Il primo, Quel giorno di marzo, è un racconto a più voci, come se fosse un diario, che racconta di Marta che risponde male alla madre, che si mette il lucidalabbra, che si sveste e si riveste continuamente: il tutto raccontato dalla madre dal compagno di classe da altri in un unico giorno, il 28 marzo. Il Bum Bum che dà il titolo alla raccolta è l’ossessione della musica da discoteca, ma anche le parole delle canzoni che accompagnano la vita di una adolescente. E la prima volta coincide anche con la prima balla, uno sballo tremendo che fa vomitare. E’ accaduto qualche cosa e lei non se n’è accorta, anche se è tutto diverso. Nel racconto In principio era il buio, un uomo difende la memoria della sua prima volta e non la racconta agli amici, buttati sui divani a fumare come turchi. Racconta della supplente di ginnastica per non svelare la sua prima volta con Linda. Non si possono dare in pasto agli altri i propri segreti. In Certi permessi li firma il cuore, la Pistolato cita un’altra scrittrice, misteriosa e affascinante come Elena Ferrante, così come cambia il protagonista nell’ultimo racconto Un’altra volta. Cambia il tono del racconto. Nella scrittura della Pistolato c’è questa capacità di usare gerghi, registri con una consapevolezza misurata, mirata al dettaglio, capace di cogliere la minima sfumatura di un sentimento, di un cambiamento d’animo. Una prima volta «narrativa» che segnaliamo nell’attesa, al più presto, di una conferma d’autore.