Le soglie dell'amore

Mi chiamo Spartaco, perdonatemi il nome che non ho scelto io e non è quello che mi ha dato mia madre. Ho fatto un lunghissimo viaggio, da un paese del nord Europa, prima di approdare in un appartamento di cinquanta metri quadrati di un condominio affollato. Ho un letto comodo, soffro terribilmente il caldo e la caccia mi è preclusa. Niente visite dai miei compagni, passo molte ore solo, a volte piango pensando ai giochi nella neve. L'amore o giocare libero - vietato -. Certo mangio bene, sono ammirato, ricevo carezze, ma nel mio cuore ho tanta nostalgia dei mie fratelli, dei boschi, delle slitte... Il guinzaglio è una galera che non meritavo.

Sono Lilly, sono stata separata dai miei genitori quand'ero bambina. Mi dicono che sono bella con la mia capigliatura riccia, ho vissuto dentro una vetrina per tanto tempo suscitando ohhh di meraviglia. Ero cara. Finché un bel giorno, mi hanno scelta per la mia avvenenza. Ogni settimana mi portano dal parrucchiere: sono curata, imbellettata, ho accessori di lusso e posso scegliere i migliori menù. Per le piogge insistenti di maggio, la scorsa settimana mi hanno messo un impermeabile imbottito ma poi, quando hanno tentato di farmi indossare un paio di stivali, allora qualche cosa si è spezzato dentro: ho guardato fuori dal terrazzo desiderando di buttarmi, di avere due ali, di ritrovare la mia dignità di barboncina.

Ciccio, per tutti sono Ciccio. Lo sono diventato dopo che, raccolto dal ciglio di una strada, ho iniziato a ingozzarmi di scatolette d'oro. Buone, gustose e profumate. Sono in debito con i miei soccorritori. Vivo in una casa accogliente, dormo su un divano Frau e guardo la tv, ascolto musica e mi faccio grattare sotto la gola... Avrei tanto desiderato sposarmi, fare dei figli ed esplorare i parchi, ma da quando mi hanno castrato ogni interesse per l'altro sesso è passato in sordina e uscire, per me, resta solo un sogno. Ho preso così tanto peso che fatico a camminare, guardo il mondo dalle finestre e vorrei essere un passero o una lucertola. Nessun possedimento mi consola, nessun gesto è così potente come correre libero.

Diciamo spesso che agli animali manca la parola, ecco tre interviste raccolte da un cane groenlandese, una barboncina e un gatto d'Angora che vivono nei nostri quartieri in città.