Bum Bum 14 anni

Le storie come palestra di educazione sentimentale

 

“Ricorderò quel luglio. Di grilli e rane, telefonate chilometriche, di soldi spesi per l’intimo ai grandi magazzini, di ore a controllare la depilazione delle gambe. Ricorderò quei giorni in cui avevo un unico pensiero: ancora, ancora, ancora… ”

2004 – 2018. Torna il libreria, dopo quattordici anni dalla prima edizione, BUM BUM. Le prime volte dell'amore. Storie, la meridiana, 2018. Nuova collana. Nuovo sottotitolo. Tre racconti inediti che vanno ad arricchire la raccolta e la parte in appendice di pensiero rivisitata nell'era dei nativi digitali. Le questioni dell'amore quando si hanno, quindici, sedici, diciassette anni si assomigliano da Romeo e Giulietta ad oggi...

Il tempo in cui i corpi fioriscono arriva all'improvviso. Il cuore al galoppo, le paturnie, i rossori e le porte sbattute. La bellezza di scoprirsi nello sguardo di un altro: l'amore acerbo e senza codici, spericolato e segreto... le prime volte. L'alfabetizzazione delle emozioni sperimenta un linguaggio personale e cerca nidi protetti in cui far pratica di affettività senza sorveglianti. Le prove di volo di ragazze e ragazzi e le preoccupazioni dei grandi.

Otto racconti sull'avventura più indelebile dell'adolescenza corredati da un sentiero di strumenti per ripensare a questo momento cruciale della vita. Una palestra di educazione sentimentale perché l'amore non si può spiegare ma vivere anche attraverso le storie. È un libro per i ragazzi che provano in diretta diverse sfumature dell'amore. È uno strumento di lavoro per genitori, educatori e insegnanti che possono trovare tra le pagine pretesti per parlarne insieme.“Le storie si fanno da tramite per scoprire il mondo, aiutano a entrare in contatto empatico con la vita, permettono di sperimentare problemi e soluzioni, di verificarne gli esiti prima di affrontarli nella realtà. La letteratura costringe a porsi delle domande e le metafore, con il loro potere, concedono infinite trasgressioni: si possono varcare confini proibiti. Ciascuno nelle trame trova il suo percorso... e in questo, c'è sempre una storia che permette di attraversare la notte. Non si può spiegare l'amore ad una figlia o ad uno studente senza il rischio che le parole diventino sabbie mobili. Sconsigliato infilarsi nella loro intimità, il dialogo diretto - in certe faccende - rischia di violare una sfera che deve restare, reciprocamente, protetta. Allora, meglio lasciare il lavoro a un racconto a un film o a un fumetto e chiacchierarne insieme con la pazienza e la fiducia del contadino dopo la semina che sa che i frutti arrivano in un'altra stagione.”