La medicina che guarisce

La stanza d'ospedale è in penombra divisa in due da una tenda bianca plissettata. L'odore del disinfettante industriale chiude lo stomaco. Me ne sto in silenzio, seduta, accanto al letto di mia sorella. Sappiamo di non poter contare sulle parole, in quel momento. L'orologio delle infermiere segna le 15. Come un vento di bora entra un ragazzetto che si fionda nell'altra metà della camera: è ora di visite! Due voci animano le ombre.

« Come stai nonna?»

« Così così... l'operazione non è bastata, dovrò fare delle terapie molto forti».

« Non ti preoccupare, ci sono qui io con la mia medicina...»

«Quale medicina?»

« A scuola ho letto un racconto di Daniel Pennac... Un giorno Kamo sta tornando da scuola con un suo amico, un'auto investe un gattino e lo scaraventa contro il suo petto. Le braccia di Kamo si chiudono su quel corpicino che sembra morto, un pezzetto di lingua penzola dalla sua bocca. Il suo amico gli dice di lasciar perdere, il gatto è morto... Ma Kamo se ne va a casa con il gatto in braccio, sale due piani di scale, si mette a letto vestito tenendo stretto a sé il gatto. Restano così per tre giorni e tre notti, finché il quarto giorno il gatto apre un occhio... Vedi, aveva detto Kamo se tu gli fai compagnia la guarigione avviene! La storia si chiama L'affetto che guarisce.

Giunge un rumore di lenzuola stropicciate da un abbraccio. Il silenzio di quel pomeriggio diventa umido di commozione e stupore. Una luce corallo annuncia il tramonto restiamo avvolte dal sentimento lasciato da quel ragazzino.

 

Monique Pistolato ©