Il destino degli altri

La mattina è tersa, il mare placido e trasparente come un vetro appena pulito. La strada verso il porticciolo trafficata. Dal margine che costeggia una boscaglia incolta, sbuca un piccolo granchio disorientato. Da dove arriverà così lontano dall'acqua? Con spirito samaritano decido di facilitargli l'attraversamento della carreggiata, mi dispiacerebbe vederlo spalmato dalle ruote di un'auto. Così, cerco una foglia abbastanza grande e forte per sollevarlo e non disturbarlo con la mia presa. Lo sollevo delicatamente e con una barella vegetale lo conduco sull'altro lato della strada.

Con spirito di eroina, saluto il piccolo amico liberandolo nell'acqua lungo il molo. Lo accompagno con lo sguardo, seguo la sua discesa marina verso il fondo. Tutto è così nitido che pare un presepe. Eccolo, è quasi arrivato pronto a riprendere la rotta. Un'azione gentile compiuta. Quando quello che sembra un grosso sasso si muove, rimescola la sabbia, intorpidisce l'acqua e una bocca si spalanca: AMMM... il granchietto viene inghiottito sotto il mio sguardo di stupore e dolore. Le buone intenzioni non sempre hanno un lieto fine. E continuo a pensare ai moniti di questo fatto... e a quel pesce in attesa a cui abbiamo consegnato una preda.

Monique Pistolato ©