Nuova Venezia

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Nelle svolte che rivelano la vita

«Un tempo necessario» della scrittrice mestrina Monique Pistolato E’ al terzo libro in tre anni Monique Pistolato, scrittrice mestrina dalla sensibilità raffinata. Nel 2004 La Meridiana ha pubblicato BUM BUM Il debutto sessuale in adolescenza, l’anno scorso Un’altra stanza in laguna (Ibis). Fresco di stampa è ora in libreria Un tempo necessario - Ragazzi e scelte di vita, con cui la Pistolato torna nella collana «Prove… storie dall’adolescenza» diretta per La Meridiana da Paola Scalari e Paola Sartori. La scrittura di Un tempo necessario conferma uno stile: il mondo, nelle pagine di Monique Pistolato entra attraverso i pensieri, la vita di tutti accecata all’improvviso. Può essere un evento esterno (Bologna alle 10.25 del 2 agosto 1980), un’agnizione, una vocazione intuita ma non affrontata prima. E’ un libro sulle «svolte», ma la svolta non è nemmeno il brusio della letteratura mitteleuropea, è una lacerazione. Il primo, forse il più bello del libro, «Ai cactus ci penserà Ilaria» è un racconto postumo, snodato in una tecnica cinematografica alla Hitchocock, in un piacere della narrazione alla Truffaut. E’ una frustata elettrica, la Storia entra nelle nostre storie come una spada trafigge il delicato fraseggio delle nostre emozioni. In poche righe la Pistolato tratteggia una stagione, una situazione di vita. Alcuni racconti sono forti, ruvidi, ricordano Federigo Tozzi, la rivelazione del loro cuore incandescente arriva come uno schiaffo (tra i migliori «Mezza sega», «Faccio le valigie», «Cous cous che?», l’amaro «Tiro dritto»). Altri sono quasi minimalisti, narrano esitazioni, confessioni rinviate. Anche le svolte sono minime ma ariose. Vedi «Una spia gialla» dove un bel ragazzo dice ad una grassa donna di colore, in un’area di servizio, di essere gay, cosa che da anni non riesce a confidare alla madre. C’è anche una tesa indignazione sociale in queste pagine, sguardo al mondo delle differenze mai affrontato in chiave naturalista, ma sempre filtrato da una scrittura tessuta di similitudini (l’«animalia» di Monique, le similitudini come i movimenti degli animali è morbida e fulminante). Questa scrittura ha il profumo dei fiori freschi, vicino in questo a Un’altra stanza in laguna. Roberto Lamantea La Nuova Venezia venerdì 25 maggio 2007