Nuova Venezia

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Roberto Lamantea Lo sguardo e la pelle dei personaggi I racconti di "Un'altra stanza in laguna" di Monique Pistolato

Dopo BUM BUM (2004), Monique Pistolato torna in libreria con 13 racconti di Un’altra stanza in laguna (Ibis 155 pagine, 15 euro) che confermano la rara finezza stilistica della scrittrice parigina di nascita, mestrina di adozione. Monique Pistolato tratteggia figure con una sensibilità che rinvia alla letteratura triestina del Novecento (“tu possiedi una sensibilità di foglie”, dice la nonna alla nonna in Il vestito rosso). La narrativa di Monique Pistolato segue il filo dei pensieri, i flashback della memoria, e a quel filo fa aderire a pelle la scrittura: sintassi, punteggiatura scansione dell’immagine. E’ intima la voce del racconto, anche quando usa il passato remoto e la terza persona la scrittura è in presa diretta, cattura pose e volti, perfino pensieri e percezioni. La voce della scrittura non è mai distaccata, non allude ma dice, elegante, levigata. E’ una scrittura della psicologia dello sguardo: oggetti, ambienti, similitudini sono dettati da pensieri e sensazioni, lei è i suoi personaggi. Monique racconta storie di risvegli: dalla donna che ha avuto 11 figlie da un marito che l’ha gettata nel lavoro del suo albergo (e la moglie poi scopre che ha avuto un figlio da un’altra donna…) in Non è tardi, o L’imbianchino dall’omonima novella, l’uomo che ridipinge le stanze di una vecchia casa ha un passato di aguzzino della dittatura militare argentina di Videla. L’ospedale catena di montaggio per Sonia, trentenne che scopre di avere un tumore in una pagina lucida sulla nostra sanità pubblica (Inhospital). Bellissimi I capelli di Irina e Io resto qui, atto d’amore per la Venezia fredda e umida dell’acqua alta ma dalla stupenda capacità di relazione per un postino immigrato al sud. Una delle “firme” di Monique Pistolato è la capacità di fissare caratteri e situazioni attraverso le similitudini animali (già in BUM BUM): “Ho degli spasimi di libellula che presagisce l’arrivo della primavera”, in Raccolta indiscreta; “Lei sorrise, spostandosi un ciuffo liscio come piume di merlo”, Il piccante del pane; “Il suo volto sembrava una maschera in pelle di tartaruga da dove spiccavano due occhi di vetro blu”, Il vestito rosso, racconto che ha un incipit alla Musil; “Quel dolore di picchio che batte nella testa. Oggi i pensieri hanno denti di squalo”, Dopo la margherita.

Monique Pistolato ©